Primetime, il teaser con Robert Pattinson riapre il caso Chris Hansen: quando la TV diventa spettacolo

Il nuovo film di Lance Oppenheim arriva al Lido in Concorso alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia. Dal 15 ottobre sarà nelle sale italiane con I Wonder Pictures. Ma intorno a Primetime c’è già una storia nella storia: quella del vero Chris Hansen, che non sembra intenzionato a lasciare al cinema l’ultima parola. Ci sono storie televisive che finiscono quando si spengono le telecamere. E poi ce ne sono alcune che continuano a vivere, cambiano formato e tornano davanti al pubblico molti anni dopo. È quello che accade con Primetime, il nuovo film di Lance Oppenheim con Robert Pattinson, che porta sul grande schermo la vicenda di Chris Hansen e di To Catch a Predator, il controverso programma di Dateline NBC diventato uno dei fenomeni televisivi più discussi degli anni Duemila.

Dopo aver raccontato trama, cast e legame con To Catch a Predator nell’articolo precedente, torniamo ora su Primetime film 2026 per analizzare il nuovo teaser e soprattutto ciò che sta accadendo intorno al film.

Il film, prodotto da A24, sarà presentato in Concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e arriverà nelle sale italiane il 15 ottobre 2026, distribuito da I Wonder Pictures. La Biennale indica una durata di 110 minuti e nel cast, accanto a Pattinson, figurano Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers.

Ma il nuovo teaser non è soltanto l’occasione per vedere Robert Pattinson trasformarsi nel giornalista americano. A rendere particolarmente interessante l’arrivo del film è ciò che sta accadendo fuori dallo schermo.

Il teaser di Primetime porta Robert Pattinson (Chris Hansen) dentro la macchina televisiva

Il nuovo teaser presenta Pattinson nei panni di Chris Hansen, il giornalista che nel 2006 si trovò al centro di una trasmissione capace di trasformare le operazioni sotto copertura contro presunti predatori sessuali in un enorme fenomeno televisivo.

La premessa è quella di una storia vera, ma Oppenheim non sembra interessato soltanto alla ricostruzione degli episodi che resero famoso To Catch a Predator.

Il cuore di Primetime è soprattutto la macchina che si crea intorno a quelle immagini.

Telecamere, produzione, giornalisti, pubblico e ascolti entrano in un unico meccanismo nel quale l’indagine non rimane più soltanto un’attività giornalistica: diventa un evento televisivo.

Ed è proprio questo passaggio a rendere il film particolarmente attuale.

La pagina ufficiale della Biennale descrive il progetto come un ritratto della trasmissione nel momento della sua massima popolarità, con l’obiettivo di raccontare anche cosa quel sistema producesse sulle persone che vi lavoravano.

Primetime non racconta solo Chris Hansen

Robert Pattinson è il volto più evidente del film, ma Primetime non sembra costruito come un semplice biopic tradizionale.

Il personaggio di Hansen diventa infatti il punto di ingresso in un mondo televisivo nel quale informazione, intrattenimento e spettacolarizzazione della realtà iniziano a confondersi.

È una distinzione importante.

Raccontare Chris Hansen significa raccontare un giornalista diventato celebre grazie a un programma che metteva davanti alle telecamere persone accusate di comportamenti gravissimi. Ma raccontare To Catch a Predator significa anche interrogarsi sul pubblico che guardava quelle operazioni e sul sistema televisivo che le trasformava in contenuto.

È proprio questa ambiguità a interessare Oppenheim.

Il regista ha spiegato alla Biennale di essere cresciuto guardando la reality TV degli anni Duemila e di essere rimasto colpito dal modo in cui To Catch a Predator riusciva a fondere realtà e costruzione televisiva. Nel suo progetto, quindi, il programma diventa anche un modo per osservare la cultura mediatica di quell’epoca.

La vera storia dietro Primetime e di Chris Hansen (Robert Pattinson)

Nel 2006 Chris Hansen era ormai il volto riconoscibile di To Catch a Predator, format nato all’interno di Dateline NBC.

Il meccanismo era semplice e allo stesso tempo potentissimo dal punto di vista televisivo: attraverso operazioni sotto copertura e telecamere nascoste venivano organizzati incontri con adulti che credevano di parlare online con minorenni.

Quando arrivavano nella casa predisposta per l’operazione, trovavano le telecamere e Hansen.

Il confronto diventava quindi il momento centrale della trasmissione.

Quello che per il pubblico iniziava come un’operazione investigativa diventava un appuntamento televisivo seguito da milioni di persone.

È questo cortocircuito tra cronaca e spettacolo che Primetime porta al cinema.

Robert Pattinson, un ruolo lontano dai suoi personaggi più conosciuti

Per Robert Pattinson il film rappresenta un’altra tappa nel percorso che negli ultimi anni lo ha portato verso personaggi molto diversi tra loro.

Dopo The Batman, The Drama e i progetti più recenti legati al cinema d’autore e ai grandi blockbuster, l’attore veste qui i panni di una persona realmente esistita e ancora oggi fortemente identificata con la propria storia televisiva.

Il film lo vede inoltre coinvolto come produttore, mentre tra i produttori figura anche Ari Aster, nome ormai strettamente associato alla produzione A24.

Nel cast ci sono Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers, quest’ultima al suo debutto cinematografico in un progetto di questo tipo.

E poi c’è Chris Hansen: il protagonista reale non resta a guardare

È qui che Primetime diventa ancora più interessante.

Il vero Chris Hansen ha fatto sapere di non essere stato coinvolto nel processo creativo del film e ha espresso perplessità sulla rappresentazione della sua storia. Le tensioni sono arrivate fino alla possibilità di un’azione legale, che Hansen starebbe valutando dopo aver avuto accesso al film e ai relativi accordi.

La vicenda ha prodotto un paradosso quasi perfetto per un film che parla proprio del rapporto tra media e spettacolo.

Hansen non si limita infatti a commentare il film: ha acquistato spazi pubblicitari destinati alle proiezioni di Primetime per promuovere il suo attuale network true crime, TruBlu.

In altre parole, il personaggio reale utilizza lo spazio mediatico creato dal film che racconta la sua storia per riportare il pubblico verso la propria attività.

È difficile immaginare un esempio più concreto del tema centrale di Primetime: la realtà diventa spettacolo, lo spettacolo diventa promozione e la storia vera torna a essere materiale per un’altra storia.

Venezia 83: Primetime con Robert Pattinson (Chris Hansen) arriva al Lido

Il film sarà uno dei titoli del Concorso di Venezia 83.

La Biennale ha inserito Primetime nella competizione ufficiale diretta da Lance Oppenheim, con Robert Pattinson, Merritt Wever, Skyler Gisondo e Phoebe Bridgers nel cast principale.

La prima proiezione per il pubblico è prevista il 5 settembre 2026 alle 17:00 in Sala Grande, mentre sono previste proiezioni per stampa e accreditati già il 4 settembre.

Per il pubblico italiano l’appuntamento successivo sarà invece il cinema: Primetime arriverà nelle sale il 15 ottobre con I Wonder Pictures, come annunciato dal distributore nel nuovo lancio del teaser trailer e del teaser poster.

Perché Primetime può essere più di un film su un programma televisivo

La storia di To Catch a Predator appartiene agli anni Duemila, ma le domande che pone Primetime appartengono anche al presente.

Oggi non sono più soltanto le televisioni a decidere cosa diventa spettacolo.

Social network, piattaforme video, podcast e canali true crime hanno moltiplicato la possibilità di trasformare una vicenda reale in contenuto.

Il confine tra raccontare un fatto e costruire un prodotto attorno a quel fatto è diventato ancora più sottile.

Ed è proprio per questo che il film di Oppenheim arriva in un momento particolarmente significativo.

Primetime non sembra chiedere soltanto chi fosse Chris Hansen. Chiede anche cosa succede quando una storia di cronaca diventa abbastanza potente da trasformare tutti in spettatori.

Il teaser trailer apre così la porta al film, ma la vera storia potrebbe essere quella che continua a svolgersi fuori dallo schermo: tra il regista che ricostruisce il passato, Robert Pattinson che interpreta il protagonista e il vero Chris Hansen che cerca ancora oggi di controllare il racconto della propria storia.

Primetime sarà al cinema in Italia dal 15 ottobre 2026 con I Wonder Pictures.

Primetime con Robert Pattinson

Primetime arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 15 ottobre 2026, distribuito da I Wonder Pictures.

Il ruolo di Chris Hansen, il giornalista diventato celebre con To Catch a Predator, è interpretato da Robert Pattinson.

Primetime racconta la storia di Chris Hansen e del programma televisivo To Catch a Predator, concentrandosi anche sul rapporto tra giornalismo, televisione, intrattenimento e spettacolarizzazione della realtà.

Primetime è diretto da Lance Oppenheim, regista interessato alla cultura televisiva e al modo in cui la realtà viene trasformata in spettacolo.

Sì. Primetime sarà presentato in Concorso alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La prima proiezione per il pubblico è prevista il 5 settembre 2026 alle 17:00 in Sala Grande.

Il vero Chris Hansen non è stato coinvolto nel processo creativo del film e ha manifestato perplessità sulla rappresentazione della propria storia. La vicenda ha inoltre generato attenzione mediatica anche per le iniziative intraprese da Hansen in occasione delle proiezioni del film.

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