“Santi e Vampiri”, dal 2 luglio al cinema il documentario di Serena Porta tra fede, mito e mistero
Arriva nelle sale italiane dal 2 luglio il documentario “Santi e Vampiri”, diretto da Serena Porta e distribuito da Draka Distribution. Il film è presentato in concorso al Bif&st – Bari International Film&Tv Festival nella sezione dedicata al Cinema Italiano. Il documentario propone un affascinante viaggio tra storia, religione, antropologia e scienza. Viene analizzato il legame tra due figure apparentemente opposte ma unite da un tema universale: il superamento della morte.

Prodotto da Kraken S.r.l. in associazione con Flowerland S.r.l.. Il documentario nasce da un soggetto di Corrado Azzollini, che firma anche la sceneggiatura insieme alla regista Serena Porta. Con una durata di 60 minuti, l’opera affronta il tema dell’immortalità attraverso un racconto che intreccia ricerca storica, testimonianze accademiche e suggestioni visive.
Santi e Vampiri documentario: Un viaggio tra sacro e profano
E’ stato girato tra San Marino, Venezia, Bologna, Napoli, Bari, Putignano e Molfetta. “Santi e Vampiri” accompagna lo spettatore alla scoperta di luoghi in cui storia, tradizione e spiritualità si intrecciano da secoli. Al centro della narrazione ci sono due figure che occupano un posto speciale nell’immaginario collettivo: il santo, simbolo della luce divina e della trascendenza, e il vampiro, incarnazione dell’oscurità e della paura della morte.
La trama prende forma attraverso una riflessione che attraversa epoche e culture diverse. Dall’alba dei tempi, infatti, l’essere umano ha cercato di dare una spiegazione al mistero della fine e al desiderio di sopravvivere oltre la morte. In questo percorso emergono racconti, credenze e testimonianze che mostrano come il confine tra fede e superstizione sia spesso più sottile di quanto si possa immaginare.
Particolare attenzione viene dedicata alla figura di Giuseppe Davanzati, arcivescovo di Trani che nel 1744 scrisse la celebre Dissertazione sopra i Vampiri. Un testo che rappresentò uno dei primi tentativi di affrontare il fenomeno del vampirismo con un approccio razionale e illuminista, cercando di smontare molte delle credenze popolari diffuse all’epoca.
Gli esperti raccontano il mito dell’immortalità
A dare profondità e autorevolezza al racconto contribuiscono le testimonianze di numerosi studiosi ed esperti di fama nazionale. Tra questi figurano Francesco Paolo De Ceglia, professore di Storia delle Scienze all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Pasquale Palmieri, docente di Storia Moderna all’Università Federico II di Napoli, Francesco Introna, ordinario di Medicina Legale, Mirko Lino, docente di Storia del Cinema, oltre a Pierroberto Scaramella, Tommaso Braccini, Giuseppe Ruggiero e Luigi Garlaschelli.
Attraverso i loro interventi, il documentario costruisce una lettura multidisciplinare che mette in dialogo storia, archeologia, medicina, filologia e divulgazione scientifica. Il vampiro non viene analizzato soltanto come figura leggendaria o personaggio della narrativa gotica, ma come simbolo universale della paura della morte e dell’attaccamento alla vita.
Come sottolinea l’autore Corrado Azzollini, il progetto nasce dalla volontà di indagare il vampirismo non solo come fenomeno culturale e antropologico, ma anche come metafora di quel desiderio umano di permanenza che attraversa ogni epoca e ogni civiltà.
Sul piano narrativo, Serena Porta sceglie di alternare riprese in luoghi reali a sequenze animate realizzate da Claudio D’Elia, creando un linguaggio visivo capace di unire rigore scientifico e forza evocativa. La fotografia è firmata da Luca La Vopa, il montaggio da Francesco Cannata, mentre le musiche originali sono composte da Luca Laruccia, contribuendo a costruire un’atmosfera sospesa tra realtà, mito e suggestione.

Santi e Vampiri un documentario che parla al presente
Pur affondando le proprie radici nella storia e nelle tradizioni popolari, Santi e Vampiri guarda al presente. Il confronto tra il corpo incorrotto del santo e quello attribuito al vampiro diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia. Sul significato dell’esistenza. Sul rapporto con la morte e sul bisogno umano di credere in qualcosa che possa andare oltre i limiti della vita terrena.
Con il suo approccio originale e multidisciplinare, il documentario di Serena Porta si presenta come un’opera capace di coinvolgere il pubblico attraverso una narrazione accessibile ma rigorosa, offrendo una prospettiva inedita su due figure che, ancora oggi, continuano ad alimentare fascino, domande e mistero.
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