Venezia 83 accende i riflettori su Disney: dagli Oasis al ritorno di Martin McDonagh

Tra documentario musicale e grande cinema d’autore, Disney porta al Lido (Mostra del cinema di Venezia 2026) due titoli molto diversi tra loro ma accomunati da un forte potenziale narrativo.

Ogni anno la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rappresenta uno dei primi grandi termometri della stagione cinematografica. È il luogo in cui autori affermati e nuove visioni si incontrano, dove le anteprime diventano eventi e dove il pubblico inizia a intuire quali saranno i titoli destinati a lasciare il segno nei mesi successivi. Per la sua 83ª edizione, Disney sceglie di presentarsi con due produzioni agli antipodi per linguaggio e atmosfera, ma accomunate dalla capacità di raccontare storie che vanno oltre lo schermo.

Oasis: Don’t Look Back In Anger: il ritorno della band che ha segnato un’epoca alla Mostra di Venezia 2026

Fuori Concorso approda Oasis: Don’ t Look Back In Anger, il documentario dedicato agli Oasis che verrà presentato in anteprima mondiale al Lido (Mostra di Venezia 2026) prima dell’uscita nelle sale italiane, prevista per il 10 settembre, e del successivo debutto su Disney+ entro la fine dell’anno.

Più che un semplice racconto musicale, il film documenta uno degli eventi culturali più significativi del 2025: il tour di reunion Oasis Live ’25. Dopo oltre vent’anni, Liam e Noel Gallagher condividono nuovamente il palco e, soprattutto, concedono le loro prime interviste congiunte, offrendo uno sguardo inedito su un rapporto che per anni ha alimentato miti, tensioni e leggende del rock contemporaneo.

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A rendere il documentario particolarmente interessante è l’accesso privilegiato garantito alla produzione. Le telecamere seguono la band dalle prove al backstage, fino ai concerti sold out, costruendo un racconto che alterna dimensione privata e spettacolo. Il risultato non si limita a celebrare il ritorno degli Oasis, ma prova a raccontare il motivo per cui la loro musica continua a parlare a generazioni diverse, trasformando ogni concerto in un’esperienza collettiva.

Dietro il progetto c’è un team creativo di altissimo livello. L’idea porta la firma di Steven Knight, autore di Peaky Blinders, mentre la regia è affidata a Dylan Southern e Will Lovelace, già apprezzati per la loro capacità di raccontare il mondo della musica con uno sguardo immersivo e autentico.

Una curiosità che rende il progetto ancora più atteso

Il documentario contiene immagini mai mostrate prima e un accesso senza precedenti alla reunion della band. Per i fan rappresenta l’occasione di assistere a momenti rimasti lontani dai riflettori per oltre vent’anni, mentre per chi osserva il fenomeno Oasis da una prospettiva cinematografica diventa il ritratto di come una band possa trasformarsi, ancora oggi, in un autentico evento culturale globale.

Wild Horse Nine: Martin McDonagh torna in Concorso alla Mostra di Venezia 2026 con un thriller tra storia e tensione politica

Se il documentario sugli Oasis guarda alla musica e alla memoria collettiva, Wild Horse Nine riporta Martin McDonagh nel territorio che conosce meglio: quello delle storie sospese tra ironia nera, dramma umano e tensione narrativa.

Il regista premio Oscar presenta il suo nuovo film in Concorso alla Mostra di Venezia 2026, portando sul grande schermo un racconto ambientato nei giorni che precedono il colpo di Stato cileno del 1973.

I protagonisti sono due agenti della CIA, interpretati da John Malkovich e Sam Rockwell, inviati sull’Isola di Pasqua per una missione destinata a complicarsi rapidamente. Tra antiche statue, segreti politici e conflitti personali, il viaggio assume presto i contorni di un thriller psicologico in cui il passato dei personaggi si intreccia con una delle pagine più delicate della storia contemporanea.

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L’ambientazione rappresenta uno degli elementi più affascinanti del progetto. L’Isola di Pasqua, raramente protagonista del grande cinema internazionale, diventa molto più di uno sfondo esotico: è uno spazio isolato, quasi fuori dal tempo, che amplifica la sensazione di tensione e incertezza vissuta dai protagonisti.

McDonagh torna inoltre a collaborare con Searchlight Pictures dopo il successo di Gli Spiriti dell’Isola, candidato a nove Premi Oscar, confermando una partnership che negli ultimi anni ha dato vita ad alcuni dei titoli più apprezzati dalla critica.

Un cast costruito per lasciare il segno

Accanto ai protagonisti John Malkovich e Sam Rockwell figurano Steve Buscemi, Tom Waits, Parker Posey, Mariana Di Girolamo e Ailín Salas, un ensemble che unisce interpreti dal forte carisma a volti del cinema internazionale contemporaneo. Una scelta che conferma l’ambizione del progetto e alimenta le aspettative in vista della première veneziana.

Quando il cinema racconta il suo tempo

C’è chi torna per riscrivere la propria leggenda e chi sceglie la storia per interrogare il presente. Con Oasis: Don’t Look Back In Anger e Wild Horse Nine, Disney porta alla Mostra di Venezia 2026 due opere lontane per linguaggio, ma unite dalla stessa ambizione: lasciare un segno. E se la Mostra è da sempre il luogo in cui il cinema incontra il futuro, questi due titoli dimostrano che le storie più attese sono ancora quelle capaci di sorprendere prima ancora che si spengano le luci in sala.

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