Recensione – Kill Bill: The Whole Bloody Affair – Il Ritorno Della Sposa
A distanza di oltre vent’anni torna al cinema, in un’unica versione estesa, Kill Bill: The Whole Bloody Affair, il revenge movie per eccellenza.
Grazie alla collaborazione tra Midnight Factory e Plaion arriva finalmente anche nelle sale italiane il montaggio che riunisce in un’unica esperienza narrativa Kill Bill Vol. 1 e Vol. 2, riportando l’opera di Quentin Tarantino alla sua forma più vicina all’idea originaria del regista.
Al cinema dal 28 Maggio al 3 Giugno.

Come recensire Kill Bill?
Come mai si può scrivere una recensione su un film come Kill Bill? Quale “critico” potrebbe davvero rendere giustizia all’epopea tarantiniana per eccellenza, al viaggio di una donna alla ricerca di una cruda vendetta, priva di ogni forma di retorica spicciola e invece pregna di CINEMA — di tutti i generi, di tutte le correnti, di tutte le immagini che hanno formato l’immaginario del suo autore?
L’operazione Kill Bill: The Whole Bloody Affair
Concentriamoci, allora, in prima istanza, sull’operazione commerciale di Kill Bill: The Whole Bloody Affair. La curiosità attorno al progetto era altissima: si sarebbero limitati a unire i due capitoli oppure avrebbero rimesso mano alla struttura dell’opera?
È noto che l’idea originaria di Tarantino fosse quella di uscire con Kill Bill come un unico, imponente film, ma che successivamente, per motivi distributivi, si sia preferito dividerlo in due parti. Una scelta che non ha influito soltanto sul rapporto con il pubblico, ma direttamente sulla struttura narrativa della pellicola, modellata affinché entrambi i capitoli possedessero una degna apertura e pari epicità.
Ero tanto curioso di scoprire come avrebbero potuto rimontare il film quanto spaventato dall’idea che potessero peggiorarlo. Fortunatamente, l’operazione si è rivelata efficace: nella sostanza, i due capitoli vengono uniti senza alterarne realmente la struttura, ma con diversi ammiccamenti al fan desideroso di piccole chicche.
Tra queste, la celebre sequenza degli 88 Folli interamente a colori e una scena aggiuntiva nel flashback dedicato alla storia di O-Ren Ishii (Lucy Liu). Ho tirato un sospiro di sollievo: Kill Bill è salvo. Anzi, forse persino valorizzato, perché se Tarantino stesso — così come i suoi fan — lo ha sempre considerato un unico film, allora era finalmente arrivato il momento di dare a tutti la possibilità di viverlo in una sola, travolgente visione in SALA.

L’epopea tarantiniana per eccellenza
Al di là dell’operazione commerciale, credo che Kill Bill sia potente oggi quanto lo era al momento della sua uscita, forse persino di più. L’opera sembra sostenere molte delle battaglie femministe e sociali più contemporanee, ma lo fa mantenendo sempre la giusta dose di sadismo e spettacolarità. In questo senso, la Sposa incarna una delle più grandi figure femminili indipendenti mai raccontate al cinema: il suo viaggio è una storia di emancipazione, dolore e vendetta che non cade mai nel rischio — oggi sempre più frequente — di trasformare il tema nella trama stessa.
Tarantino, infatti, non sembra interessato a impartire lezioni o a fornire risposte definitive, preferisce porre immagini, suggestioni e conflitti, lasciando allo spettatore il compito di riflettere. Ed è proprio ciò che, fortunatamente, in Kill Bill — come nel resto del suo cinema — rimane intatto. Nel suo universo trovano spazio unicamente intrattenimento, trame potentissime, personaggi memorabili, alcuni dei migliori dialoghi mai scritti e sangue, tantissimo sangue (senza dimenticare, ovviamente, i piedi).
La sequenza animata inedita, che prosegue la storia della piccola O-Ren Ishii, è spietata e rigorosamente splatter. La seguiamo mentre porta a compimento la sua vendetta ai danni di un killer per onorare la memoria del padre, brutalmente assassinato. I due si affrontano in una lotta all’interno di un ascensore, ansiogena e spettacolare.
Kill Bill: The Whole Bloody Affair – Un’esperienza unica
Mai quattro ore e mezza sono durate così poco: se ci si lascia trasportare dalla narrazione, si viene completamente travolti dalla micidiale bionda Uma Thurman e dall’ironia che si nasconde dietro ogni minimo dettaglio della pellicola.
Assolutamente da non perdere, rigorosamente al cinema, dal 28 Maggio al 3 Giugno.
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