Dopo aver imparato a camminare, correre e persino fare acrobazie, i robot umanoidi cinesi devono affrontare una sfida molto più complicata: imparare a lavorare davvero.
Diverse aziende stanno investendo nell’intelligenza artificiale applicata alla robotica, cercando un sistema che permetta alle macchine di apprendere osservando le persone mentre svolgono attività quotidiane e operazioni industriali.

La notizia è stata riportata da Reuters il 2 novembre 2026. Secondo i dati della società di ricerca ITjuzi citati dall’agenzia, le aziende cinesi che lavorano sull’AI applicata ai robot hanno raccolto 93,5 miliardi di yuan, circa 13 miliardi di dollari, nei primi sei mesi del 2026. Una cifra cinque volte superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I robot imparano osservando gli esseri umani
Il principio è semplice, almeno sulla carta. Una persona mostra al robot come afferrare un oggetto, spostarlo, sistemare una scatola o utilizzare uno strumento. L’intelligenza artificiale analizza i movimenti e cerca di replicarli.
Tra le aziende impegnate in questa ricerca c’è la cinese X Square, che ha pubblicato studi su robot capaci di apprendere alcune abilità di manipolazione osservando un singolo video dimostrativo.
Anche Spirit AI sta lavorando sulla raccolta di dati reali: secondo Reuters, l’azienda ha assunto circa 1.000 persone per registrare attività quotidiane e industriali.
Non mancano altri approcci. Alcune società utilizzano sensori indossabili per registrare movimenti e forza delle mani, mentre altre preferiscono ambienti virtuali per addestrare le macchine.
Il problema non è più soltanto costruire il robot
Diciamoci la verità: vedere un umanoide camminare o fare una capriola è impressionante, ma riuscire a lavorare otto ore in una fabbrica senza commettere errori è tutta un’altra storia.
I robot devono imparare a gestire oggetti diversi, situazioni impreviste e attività che richiedono precisione. E non sempre ci riescono.
La Cina dispone di una forte industria manifatturiera e può mettere alla prova queste tecnologie direttamente negli ambienti produttivi. Gli Stati Uniti, invece, mantengono un vantaggio in alcune aree della ricerca sull’intelligenza artificiale.
La vera partita si giocherà sulla capacità delle macchine di imparare nuove mansioni senza dover essere riprogrammate ogni volta.
Perché costruire un robot che cammina è una cosa. Costruirne uno che sappia davvero lavorare è decisamente più difficile.
Leggi anche: Robot nei supermercati: la sfida danese per automatizzare il lavoro notturno
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