“A Pranzo la Domenica”: Lorenza Indovina nel debutto registico di Mariella Sellitti, dal 14 maggio al cinema – Recensione

Lunedì 27 aprile ho avuto l’opportunità di assistere alla prima della commedia A Pranzo la Domenica, il nuovo film di Mariella Sellitti che uscirà nelle sale italiane il 14 maggio.

Dopo la proiezione ho potuto incontrare la regista, alcuni membri del cast (Antonio Serrano, Eleonora Pieroni, Francesca Annunziata), i compositori Francesco Barbato e Paolo Audino, e il produttore Sergio Romoli.

A Pranzo la Domenica

“A pranzo la domenica”: di che parla?

Il film racconta la storia di Adele, interpretata dalla talentuosissima Lorenza Indovina, una donna di paese che per anni ha dovuto mettere da parte la sua vita per badare alla madre malata. Morta la madre, Adele si ritrova senza casa e senza soldi, e a dover dipendere dai suoi due fratelli, Luigi e Filippo.

“Non lasciare che la vita accada, falla accadere”

“A Pranzo la Domenica” è un film che parla di riscatto e di riprendere la propria vita in mano. Adele è una donna che aveva una sua vita, ma come spesso succede quando un genitore si ammala, qualcuno deve occuparsene, e la responsabilità è ricaduta su di lei. Così, piano piano, ha iniziato ad annullarsi e a perdere delle parti di sé, che nel film lotta per riprendersi.

La regista parla del personaggio con molto affetto, raccontando che la storia nasce in realtà molto tempo fa. Ricorda quando a casa dei suoi sentì raccontare di questa amica di famiglia, che a 50 anni lasciò tutto per sposarsi. Da lì parte l’idea per un racconto di seconde possibilità.

Mariella Sellitti: dalla sceneggiatura alla macchina da presa

Mariella nasce come sceneggiatrice e si trova a ricoprire per la prima volta il ruolo di regista, ma considerandosi una “sceneggiatrice prestata alla regia”. A lei piace infatti raccontare storie e in particolare storie di donne, “Non perchè mi senta investita del compito, ma ci sono tanti maschietti che parlano di uomini, fammi parlare di donne!”. E anche se nato come esercizio di scrittura creativa, dopo 15 anni il suo racconto è più attuale che mai.

Una commedia “vera”

I personaggi del film sono molto reali, Mariella Sellitti mette parti di se nella storia: “alla mia famiglia”, appare come dedica all’inizio del film. Mi sono ritrovata incuriosita dei loro destini. L’idea di una donna bloccata nel paesino in cui è cresciuta e che si sente rimasta indietro mentre la vita scorre imperterrita, è sicuramente qualcosa con cui tutti possiamo empatizzare. Ma anche altri personaggi, come la scorbutica zia Luisina, da cui Adele va a vivere, nonostante sembri puramente un ruolo comico porta i suoi pezzi di realtà.

Lei insieme a sua figlia Mena, affetta dalla sindrome di Noonan, diventano un punto di riferimento per la protagonista, ancor più della sua famiglia stretta.

A Pranzo la Domenica

Adele e il cambiamento

Nel mostrare i cambiamenti nella vita di Adele, che pian piano si ricompone, vengono fatte delle scelte di direzione che mi son parse quasi oniriche. La regista alle mie impressioni risponde confermando che tutto quello che vediamo accade, ma c’è stata un’intenzionalità nel rendere alcuni eventi simbolici.

Il contesto in cui si svolge il racconto però rimane leggero, grazie alla comicità che permane per tutto il film. Anche il compositore, Francesco Barbato, dice di aver voluto mantenere un’atmosfera ironica nelle musiche che accompagnano la storia.

A Pranzo la Domenica: La scelta dei volti

Nel raccontare il film, la regista dà molta importanza alla scelta del cast, che lei già si era immaginata mentre scriveva la sceneggiatura. Adele è stata scritta da principio con il volto di Indovina, e anche il resto dei personaggi è stato scelto con grande minuziosità. Antonio Serrano, che interpreta uno dei fratelli di Adele, racconta di essere rimasto sorpreso dall’offerta, e di come ha apprezzato la scelta del cast non in base ai dettami della moda o del successo momentaneo, ma in base alla visione della regista e dei suoi gusti.

A Pranzo la Domenica

Una produzione sinergetica

Discutendo del progetto, il cast e la crew sottolineano lo sforzo comune e di squadra nel creare qualcosa di cui potessero andare fieri. E anche se la produzione ha avuto qualche problema a livello di finanziamenti, quando la compagnia ungherese ha tolto il suo sostegno al film, hanno trovato il modo di realizzare il proprio obiettivo. Raccontano delle difficoltà ma anche della sintonia che si è creata nel lavorare a ogni parte della produzione. Ogni membro viene descritto come un tassello di un puzzle che si incastra perfettamente.

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