Peso 666 – Apollyon: Recensione
Anche se certe storie dal punto di vista degli appassionati non dovrebbero mai finire, a volte – rare, in verità – ci sono band che hanno la lucidità di dire basta, quando sentono di non aver più nulla di rilevante da dire. Chiusa quindi la lunghissima e gloriosissima parentesi Necrodeath (probabilmente il gruppo che ho visto più volte dal vivo, spesso proprio dal palco), il batterista Peso si presenta adesso col moniker Peso666 e il singolo Apollyon. Un brano che prepara la strada all’arrivo di un album intitolato B(l)ack in Time, la cui uscita è preventivata per l’autunno.
In perfetto stile DIY, sempre più raro e per questo ancora più apprezzabile, l’operazione Peso666 viene condotta “nature”. Quindi in completa autoproduzione e senza alcuna promozione che non sia quella del buon vecchio, classico passaparola di ottantiana memoria. Quest’oggi anche tramite social, certo, ma con immutata attitudine. Numerosissime saranno le collaborazioni di altissimo profilo (vedi notizia pubblicata in precedenza), per le quali vi rimando all’uscita dell’album di cui sopra, ma per quanto attiene ad Apollyon, si deve subito refertare quella con Mantas. E se qualcuno dovesse chiedersi chi sia, per citare una vecchia pubblicità nota solo a chi ha i capelli bianchi, basta la parola. In questo caso: Venom.

Apollyon, atmosfere doom e nuove radici per Peso666
Una collaborazione che risulta pienamente coerente anche andando ad analizzare sia il riff portante che l’arrangiamento. Con rimandi appunto a quegli anni Ottanta testé citati, peraltro ravvisabili anche nel gioco di parole insito nel titolo dell’album. Le atmosfere sono così oscure, la tensione palpabile, a dare l’ossatura a un brano di stampo doom che punta a creare disagio all’ascolto, riuscendoci pienamente. In ciò svolgono un ruolo basilare sia la produzione affidata a Pier Gonella, che il video a cura di Flegias – un professionista del settore, per chi non lo sapesse – girato presso la chiesa sconsacrata della Madonna delle Vigne. Il tutto a dare anche una certa continuità col recente passato, ma a rispolverare le radici antiche della nostra musica.
Il risultato è complessivamente riuscito sia badando al brano in sé, che alla sua funzione. Ossia quella di introdurre un capitolo nuovo della vita artistica di Peso. Apollyon è quindi un antipasto che rende ancora più spasmodica l’attesa per i dodici brani che costituiranno la scaletta di B(l)ack in Time, il cui arrivo è dato per il prossimo 6 ottobre, con 300 CD di tiratura fisica. E se tanto mi dà tanto, questo si candida già a essere uno dei lavori più interessanti della seconda parte del 2026.
Guarda il video di Apollyon
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