Tre domande alla Storia: Intervista Impossibile a Marco Aurelio

Marco Aurelio: L’imperatore che governava il mondo, ma cercava di governare sé stesso

Ci sono uomini che conquistano il potere e trascorrono la vita cercando di conservarlo. E poi ci sono uomini che, pur possedendolo, continuano a chiedersi se meritarselo.

Marco Aurelio apparteneva alla seconda categoria.

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Marco Aurelio

Imperatore romano dal 161 al 180 d.C., filosofo stoico, comandante militare e autore dei Pensieri, governò fra guerre, epidemie e difficoltà politiche. Ma mentre il mondo gli chiedeva decisioni, egli continuava a chiedere a sé stesso saggezza, misura e giustizia.

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Oggi, in un’epoca dominata dalla velocità, dall’ambizione e dalla continua esposizione pubblica, abbiamo deciso di porgli tre domande.

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Domanda N. 1

Imperatore, oggi chi governa sembra costretto a mostrarsi costantemente forte, infallibile e sicuro di sé. Un leader può permettersi di manifestare dubbi e debolezze?

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Risposta di Marco Aurelio

Mi domandate se un uomo potente possa riconoscere i propri limiti.

Io vi domanderei come possa governare senza riconoscerli.

Ho comandato eserciti, amministrato province, pronunciato sentenze. Eppure, ogni giorno, ho dovuto ricordare a me stesso che sotto la porpora imperiale viveva un uomo.

Un uomo capace di sbagliare, di adirarsi, di temere.

Voi confondete troppo spesso la forza con la sua apparenza.

Credete che un governante debba avere una risposta a ogni domanda.

Ma vi sono momenti in cui la decisione più saggia nasce proprio dalla consapevolezza di non sapere abbastanza.

Non è debole chi riconosce un errore.

È debole chi, per timore di apparire fallibile, continua a commetterlo.

Il potere non rende un uomo migliore.

Gli offre soltanto maggiori occasioni per dimostrare ciò che è.

E ricordate: chi non sa governare sé stesso, difficilmente saprà governare gli altri.

Domanda N. 2

Busto marmoreo di Marco Aurelio in torso con toga drappeggiata, capelli ricci e volto barbuto su sfondo beige

Viviamo nell’epoca dei social network, dei giudizi immediati e della continua ricerca di approvazione. Come possiamo conservare la serenità quando tutti sembrano avere qualcosa da dire su di noi?

Risposta di Marco Aurelio

Quando ero imperatore, molti mi lodavano.

Altri mi criticavano.

Alcuni mi adulavano sperando di ottenere favori.

Non potevo impedire loro di parlare.

Potevo però decidere quale valore attribuire alle loro parole.

Voi avete costruito strumenti attraverso i quali il giudizio degli altri vi raggiunge in ogni momento.

E avete finito per consegnare la vostra tranquillità a persone che spesso non conoscete neppure.

Considerate questo: chi vi loda oggi potrebbe biasimarvi domani.

Se affidate la vostra pace al suo giudizio, sarete costretti a seguirne ogni mutamento.

Non vi suggerisco di ignorare le critiche.

Ascoltate quelle giuste. Correggete ciò che merita di essere corretto.

Ma non trasformate ogni opinione in una sentenza sulla vostra esistenza.

Quando qualcuno vi offende, domandatevi se le sue parole siano vere.

Se lo sono, migliorate.

Se non lo sono, perché dovrebbero turbarvi?

La serenità non nasce dal silenzio del mondo. Nasce dall’ordine che sapete costruire dentro di voi.

Domanda N. 3

Marco Aurelio

Oggi siamo costantemente invitati a desiderare di più: successo, denaro, riconoscimenti, esperienze. Lei, che possiede quasi tutto ciò che un uomo possa desiderare, cosa considera una vita veramente riuscita?

Risposta di Marco Aurelio

Ho abitato palazzi immensi.

Ho indossato la porpora.

Il mio nome veniva pronunciato in terre che non avrei mai visitato.

E tuttavia nessuna di queste cose poteva assicurarmi una notte tranquilla.

Ho conosciuto uomini ricchissimi tormentati dall’invidia.

E soldati privi di ogni ricchezza capaci di affrontare la morte con dignità.

Voi misurate spesso la riuscita di una vita in base a ciò che un uomo accumula.

Io vi suggerirei di misurarla in base a quanto riesce a non perdere.

La rettitudine.

La capacità di essere giusto.

La benevolenza verso gli altri.

La libertà di non diventare schiavo dei propri desideri.

Non vi chiedo di rinunciare alle vostre ambizioni.

Vi chiedo di non permettere che esse diventino i vostri padroni.

Perché tutto ciò che possedete può esservi sottratto.

La ricchezza.

La reputazione.

Perfino il potere.

Ma finché conserverete la facoltà di scegliere come comportarvi, vi resterà qualcosa di immensamente prezioso.

E quando arriverà il momento di lasciare questo mondo, non domandatevi quanti uomini abbiano conosciuto il vostro nome.

Domandatevi piuttosto quanti abbiano vissuto meglio per avervi incontrato.

In conclusione…

Domande alla Storia

Marco Aurelio non ci ha parlato di conquiste, di imperi o di vittorie militari.

Ci ha parlato di qualcosa che, nonostante duemila anni di progresso, continua a sfuggirci: la capacità di vivere senza essere costantemente governati dalle nostre paure, dalle nostre ambizioni e dal giudizio degli altri.

Forse è questa la grande contraddizione del nostro tempo.

Abbiamo imparato a controllare macchine, informazioni e distanze che l’imperatore romano non avrebbe neppure potuto immaginare.

Ma continuiamo a incontrare enormi difficoltà nel controllare noi stessi.

Marco Aurelio governava un impero. Eppure sapeva che la conquista più difficile era quella del proprio animo.

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