Cristoforo Colombo, le radici contese. Dal Monferrato nuove ricerche sulla storia del Navigatore
Dal DNA ai documenti della nobiltà piemontese, il quarto Congresso internazionale di Studi Colombiani riapre a Torino il confronto sulle origini dell’Ammiraglio. Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro racconta trent’anni di ricerche, tra archivi, genealogie e una tradizione familiare che sfida la ricostruzione genovese.

TORINO – Cristoforo Colombo era davvero figlio di un cardatore di lana genovese, oppure le sue origini vanno ricercate tra le famiglie nobili del Monferrato?
È una domanda che attraversa secoli di storia e che continua ad alimentare ricerche, controversie accademiche e nuove interpretazioni sulla figura del grande Navigatore.
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“Il viaggio di Cristoforo Colombo, dal Piemonte all’America”
Il prossimo 22 ottobre, a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, il dibattito tornerà al centro del quarto Congresso internazionale di Studi Colombiani.
L’incontro, intitolato “Il viaggio di Cristoforo Colombo, dal Piemonte all’America”, riunirà studiosi impegnati a ricostruire le origini e le imprese dell’Ammiraglio.
L’iniziativa è promossa dal Consiglio regionale del Piemonte e dal CESCOM, con il supporto del Centro Studi Piemontesi e dell’Associazione Croce Reale.
Ad aprire il Congresso sarà Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro, fondatore del Centro Studi Colombiani Monferrini e protagonista di un lungo percorso di ricerca.
Da circa trent’anni lo studioso approfondisce la cosiddetta questione colombiana, sostenendo l’ipotesi che la famiglia del Navigatore appartenesse alla nobiltà monferrina.
Nel corso di un’intervista raccolta dal giornalista Massimo Boccaletti, il fondatore del CESCOM ha ripercorso trent’anni di ricerche, illustrando documenti, testimonianze e nuove prospettive sulla controversa origine del Navigatore.
Una ricostruzione che si confronta con la tradizionale attribuzione delle origini genovesi, tuttora prevalente nella storiografia, e che solleva interrogativi sulla formazione di Colombo.
Il DNA e le nuove frontiere della ricerca

Tra i temi principali del Congresso figurano le indagini genetiche, considerate una possibile strada per chiarire alcuni interrogativi ancora irrisolti sull’identità del Navigatore.
Secondo Casartelli, le ricerche sul DNA non hanno finora prodotto risultati sufficienti a dimostrare definitivamente l’origine di Colombo, lasciando aperto il confronto scientifico.
Il programma approfondirà anche gli aspetti religiosi e finanziari delle spedizioni, con particolare attenzione ai rapporti con lo Stato Pontificio e alle motivazioni missionarie.
Non mancheranno contributi sulle tecnologie della navigazione, sulle caratteristiche delle imbarcazioni, sulle rotte oceaniche e sugli strumenti utilizzati dagli equipaggi del Quattrocento.
Uno spazio specifico sarà dedicato a Isabella di Castiglia, figura determinante nell’impresa colombiana, e ai rapporti politici e personali intrattenuti con l’Ammiraglio.
L’analisi del testamento di Colombo e delle sue implicazioni nel diritto nobiliare spagnolo completerà un programma che intreccia storia, genealogia e navigazione.
Una sentenza del 1608 al centro della controversia

Le precedenti tre edizioni del Congresso hanno prodotto, secondo Casartelli, circa 1.500 pagine di studi e documenti, contribuendo ad approfondire la tesi monferrina.
Tra le testimonianze più significative figura una sentenza del 1608 del Consiglio delle Indie, organismo giudiziario della monarchia spagnola competente per i territori d’oltremare.
Il documento, pubblicato negli atti congressuali del 1999, viene interpretato dal CESCOM come un riconoscimento del legame tra Colombo e la famiglia feudale di Cuccaro.
La sentenza si inserisce in una lunga controversia ereditaria iniziata nel 1578, i cui documenti furono successivamente pubblicati negli atti del Congresso del 2006.
Per Casartelli, questi materiali costituiscono un importante sostegno alla ricostruzione genealogica, pur richiedendo un confronto con le altre testimonianze storiche disponibili.
Il valore della documentazione resta infatti oggetto di interpretazione, soprattutto quando si tratta di collegare vicende ereditarie successive alla biografia del Navigatore.
La genealogia dei Ceva e il legame con Bartolomeo Fieschi
Un ulteriore contributo arrivò dal Congresso del 2017, durante il quale venne presentata una ricostruzione genealogica della famiglia dei marchesi di Ceva.
Secondo la tesi sostenuta dal CESCOM, a questa famiglia apparteneva Marietta, indicata come madre di Cristoforo Colombo nella ricostruzione delle sue origini monferrine.
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Lo studio avrebbe inoltre consentito di individuare una parentela tra il Navigatore e Bartolomeo Fieschi, suo stretto collaboratore durante le vicende americane.
Casartelli richiama, a sostegno di questa interpretazione, una lettera del 1504 indirizzata da Colombo a Nicolás de Ovando, governatore dell’isola di Hispaniola.
Il documento assumerebbe particolare rilievo perché permetterebbe di collegare una testimonianza attribuita direttamente all’Ammiraglio con la genealogia ricostruita dagli studiosi monferrini.
Si tratta di una pista che, se ulteriormente confermata, potrebbe contribuire a chiarire la rete di relazioni familiari e personali del Navigatore.
Una passione nata a dodici anni

La ricerca di Giorgio Casartelli Colombo di Cuccaro nasce da una curiosità personale, maturata molto prima della sua attività di studioso e organizzatore culturale.
Aveva soltanto dodici anni quando cominciò a interrogarsi sulla distanza tra la storia di Colombo raccontata a scuola e quella tramandata dalla famiglia.
Nei libri scolastici incontrava il giovane genovese di umili origini, mentre la tradizione domestica descriveva un uomo colto, preparato e appartenente alla nobiltà.
Quella contraddizione alimentò un interesse destinato a trasformarsi, negli anni successivi, in un impegno sistematico di ricerca archivistica e ricostruzione genealogica.
Dopo la laurea in giurisprudenza, conseguita con una tesi sulla storia di un feudo monferrino, Casartelli iniziò ad affrontare la questione con metodo scientifico.
Da allora ha promosso studi, pubblicazioni e incontri internazionali, cercando di dare fondamento documentario a una tradizione familiare profondamente radicata nel territorio.
Genova e Monferrato, una storia ancora discussa
La ricostruzione proposta dal CESCOM si confronta inevitabilmente con la tradizione genovese, sostenuta da numerosi documenti e largamente accolta dalla storiografia internazionale.
Casartelli ritiene che l’immagine del Colombo di umili origini abbia trovato particolare fortuna nell’Ottocento, anche per ragioni culturali e ideologiche.
A suo giudizio, il racconto dell’uomo capace di elevarsi socialmente grazie al proprio ingegno rispondeva alle sensibilità politiche e culturali dell’epoca.
Lo studioso attribuisce inoltre alle celebrazioni del 1892 e del 1992 un ruolo importante nel rafforzamento dell’identificazione pubblica tra Colombo e Genova.
La tradizione genovese, tuttavia, precede ampiamente l’Ottocento e si fonda su testimonianze che gli storici continuano a esaminare e confrontare.
Tra i suoi sostenitori più autorevoli figura Paolo Emilio Taviani, uomo politico e studioso che dedicò numerose pubblicazioni alla vita e ai viaggi dell’Ammiraglio.
Il confronto riguarda dunque non soltanto il luogo di nascita, ma anche l’identificazione dei personaggi documentati, le genealogie e l’interpretazione delle fonti.
Il 2006 e il riconoscimento istituzionale
Un momento significativo per il CESCOM arrivò nel 2006, anno del cinquecentenario della morte di Cristoforo Colombo, avvenuta il 20 maggio 1506.
Su richiesta della Provincia di Alessandria e della Regione Piemonte, Casartelli entrò nella commissione organizzativa del Comitato nazionale per le celebrazioni colombiane.
L’organismo operava presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito delle iniziative dedicate alla memoria e all’eredità storica del Navigatore.
Per lo studioso, quella partecipazione rappresentò un riconoscimento istituzionale dell’importanza delle ricerche condotte e dell’interesse suscitato dalla questione monferrina.
Nello stesso anno venne inaugurato a Cuccaro Monferrato un museo dedicato all’Ammiraglio, destinato a valorizzare documenti, testimonianze e tradizioni del territorio.
Alla cerimonia partecipò Doña Anunciada Colón de Carvajal, storica e discendente di Colombo, la cui presenza assunse un particolare significato simbolico.
Il sostegno della discendenza colombiana
Anunciada Colón de Carvajal aveva già partecipato al primo Congresso internazionale del 1999, suscitando interesse per il legame diretto con la famiglia dell’Ammiraglio.
Sorella del Duca di Veragua, titolo storicamente associato alla discendenza colombiana, rappresentava una voce autorevole nella conservazione della memoria familiare.
Secondo Casartelli, la sua partecipazione esprimeva un sostegno convinto alle ricerche monferrine e alla possibilità di riconsiderare la biografia tradizionale del Navigatore.
Lo studioso riferisce inoltre che Anunciada avrebbe evitato di recarsi a Genova per non avallare una ricostruzione delle origini da lei non condivisa.
La sua posizione rappresenta un elemento significativo nella storia del dibattito, pur non costituendo, da sola, una prova conclusiva sul piano documentario.
Un Navigatore nobile, istruito e profondamente religioso
Il punto centrale della ricostruzione di Casartelli riguarda soprattutto l’identità culturale e sociale di Colombo, prima ancora dell’individuazione del luogo di nascita.
Secondo il fondatore del CESCOM, il Navigatore proveniva da una famiglia nobile del Monferrato e possedeva una preparazione adeguata alle sue ambizioni.
In questa prospettiva, Colombo sarebbe nato probabilmente a Cuccaro, trascorrendo successivamente parte dell’infanzia a Savona, prima delle grandi esperienze marittime.
La sua formazione, le conoscenze nautiche e i rapporti con gli ambienti di corte troverebbero così una spiegazione diversa da quella tradizionalmente proposta.
Casartelli insiste inoltre sulla dimensione religiosa dell’Ammiraglio, ritenendola essenziale per comprendere le motivazioni e il significato attribuito ai suoi viaggi.
La distinzione tra origini umili e nobili rimane comunque un terreno delicato, poiché istruzione e capacità personali non dipendono necessariamente dalla condizione sociale.
Una ricerca che guarda al futuro

Dopo circa trent’anni di studi e alla vigilia del quarto Congresso internazionale, Casartelli considera sempre più convincente la ricostruzione delle origini monferrine della famiglia Colombo.
A suo giudizio, uno degli ostacoli principali rimane la limitata diffusione di questa interpretazione, ancora poco conosciuta al di fuori degli ambienti specialistici.
La comunità storiografica, nel suo orientamento prevalente, continua però ad attribuire al Navigatore origini genovesi, rendendo necessario un confronto rigoroso sulle fonti.
Il Congresso di Palazzo Lascaris offrirà dunque un’occasione per discutere nuove acquisizioni, approfondire le controversie e favorire il dialogo tra differenti interpretazioni.
Perché, a oltre cinque secoli dalla traversata dell’Atlantico, la figura di Cristoforo Colombo continua a suscitare interrogativi sulla sua identità e sulla sua eredità.
E mentre Genova e il Monferrato custodiscono memorie differenti del Navigatore, la ricerca storica conserva il compito di distinguere le tradizioni dalle prove.
Una sfida che da Cuccaro Monferrato torna a rivolgersi al mondo degli studiosi, nella convinzione che anche le pagine più conosciute della storia meritino nuove domande.
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