Atsushi Sakurai: la raccolta delle poesie e delle lyrics del Dio del rock giapponese
Sta ancora suscitando un grande interesse nel mondo l’antologia definitiva che raccoglie tutte le poesie e le liriche scritte da Atsushi Sakurai (LINK) poeta, musicista e indimenticabile cantante dei leggendari Buck-Tick. pubblicata lo scorso 7 marzo (il giorno del suo compleanno).
The Lyrics 1987-co

Intitolata The Lyrics 1987-co l’antologia è composta da due volumi. Il primo che raccoglie i testi scritti da Atsushi per i Buck-Tick fino al 2000 più i suoi iniziali progetti solisti e il secondo che comprende quelli per i pezzi della sua band, più le composizioni per il suo solo project The Mortal e varie altre collaborazioni. Ognuno dei due libri consta di 288 pagine e include anche tutta una serie di foto inedite del grande artista giapponese che attraverso questi scritti ha messo a nudo la sua anima, i suoi sogni, le sue paure, le sue fragilità, come pochi al mondo hanno saputo fare.
Atsushi Sakurai: la perfetta e purissima incarnazione del Dio del rock

Atsushi Sakurai era la perfetta e purissima incarnazione del Dio del rock e ne aveva tutte le caratteristiche: l’eccezionale talento, il carisma, la poesia, il fascino, la spiritualità, l’esuberanza, l’irriverenza, la passione, il romanticismo, l’irruenza e la bellezza folgorante. Sul palcoscenico il suo sguardo profondo e magnetico, i suoi movimenti leggeri, flessuosi e teatrali e la sua voce avvolgente e toccante accompagnavano il pubblico in un viaggio unico e irripetibile fatto di mistero, amore, dolore, lacrime, sangue, morte.
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Quando ha lasciato questa terra tre anni fa il 19 ottobre la stampa giapponese ha parlato di lui come del principe gotico del visual kei. Atsushi non poteva sapere che lo show a KT Zepp di Yokohama, un evento speciale riservato al fan club, sarebbe stato l’ultimo, uno show appena abbozzato perché dopo i primi brani ha avuto un malore che lo ha costretto ad interrompere bruscamente la sua performance. Portato d’urgenza all’ospedale la diagnosi fu di quelle che non lasciano speranze: emorragia del tronco encefalico. Atsushi fu dichiarato morto alle ore 23.09 (ora giapponese) ma la notizia ufficiale fu data solo qualche giorno dopo il 24 ottobre 2023 dalla sua band e dal management.
Sulla scena musicale goth e visual dei si è spenta una luce

E da allora sulla scena musicale goth e visual kei si è spenta per sempre una luce. Atsushi Sakurai era nato il 7 marzo del 1966 a Fujioka. Da un’infanzia difficile con un padre violento ed alcoolista era venuto fuori un ragazzo introverso che ben presto aveva trovato rifugio nella musica e nelle sue fantasie che avevano colori cupi, oscuri e che aprivano la porta su un mondo magico e misterioso fatto di vampiri e cavalieri erranti dal mantello nero, anime che vagavano senza pace, crocifissi catene e rose rosse.
Atsushi Sakurai e la passione per David Bowie
Un giorno casualmente ascolta la cover che i Bauhaus fecero del pezzo di David Bowie Ziggy Stardust e da lì scopre la musica del Duca Bianco che da quel momento in poi sarebbe diventato quello che lui stesso definì il suo idolo modello ispiratore e punto di riferimento. E’ famosa e amata la sua cover di Space Oddity pubblicata nel DVD/Blu ray live Explosion- ai no Wakusei Live 2004, un’interpretazione ardente che parte dal pianeta terra ma vola alto e raggiunge galassie sconosciute, in sintesi la cover più bella in assoluto tra tutte quelle dei brani di David Bowie.
L’inizio della carriera alla batteria con i Buck-Tick

Membro fondatore dei Buck-Tick nel 1985 la sua carriera inizia alle drums dove rimase per ben due anni prima di diventare il vocalist e frontman della band con la quale ha inciso 23 album dal 1987 nel corso di quasi 40 anni. Nel 2015 prende vita il suo solo projet The Mortal che vede Atsushi alla voce, Jake Cloudchair e Yukio Murata alle chitarre, Ken Miyo al basso e Takahiko Akiyama alla batteria.
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Il risultato fu l’album I’m Mortal del 2015, un lavoro che si addentra nei meandri più profondi della filosofia goth e nelle sfaccettature più oscure e decadenti dello spirito umano, una sorta di approfondimento di taluni aspetti di ciò che aveva fatto fino a quel momento con i Buck- Tick.
Ai No wakusei il primo e unico album solo di Atsushi Sakurai
Ma la Bibbia del goth visual kei è Ai No wakusei, il primo e unico album solita di Atsushi Sakurai datato 23 giugno 2004 del quale esiste una versione remastered del 2023. Ai No Wakusei (in italiano Il Pianeta dell’Amore) è un diamante che brilla di grande luce nel buio dell’anima. Un album stilisticamente vario, composto da 14 tracks per le quali Atsushi si è avvalso della collaborazione di eccellenti artisti come Wayne Hussey dei The Mission, Robin Guthrie dei Cocteau Twins, Taji Sato dei Theatre Book e Yasuyuki Okamura. Musicisti diversi che hanno composto musica diversa con un unico denominatore comune: Atsushi Sakurai che ha scritto tutti i testi e cantato tutti i brani, tanto che alla fine ne è venuto fuori un lavoro incredibilmente compatto e ben amalgamato, fluido e carico di emozioni.
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Un capolavoro del goth, dark rock e visual kei

Un capolavoro che chiunque dica di amare il goth, il dark rock, il visual kei non può e non deve ignorare. Tra i pezzi che hanno avuto maggior successo Sacrifice, Taiji e Wakusei anche se a parer mio non c’è niente che identifichi meglio Atsushi Sakurai del pezzo numero 11 del cd ovvero Shingatsu, la Luna Nuova, con le parole di Atsushi e la musica del celebre cantautore giapponese Masami Tsuchiya.
“The moon illuminates my ugly desirers…/ Don’t run away, don’t cry/ Why can’t I reach you? Who don’t you understand?/ Show me your smile on a night like this../ Show me your smile, the night is over…” canta Atsushi con un’intensità che fa battere il cuore e lui è lì illuminato dal chiarore pallido della luna, un gioco di luci ed ombre in un incantesimo dove niente è quello che sembra, la luce che illumina i sogni, la dimensione oscura, inconscia delle cose. E’ attraverso i tenui raggi lunari Atsushi è ancora li ed evoca l’eternità…..
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